Il tempio della dea Marìca

Il tempio della dea Marìca

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Descrizione

Ci piace riportare qui uno stralcio del 1836 che parla di Minturno e della dea Marìca, tratto da Giuseppe Micali – Storia degli antichi popoli italiani – Capitolo XI.
Equi, Enrici, Volsci ed Aurunci.

Aurunca, poi detta Sessa, città principale, stava situata dentro terra in sito alpestreche ritiene ancora il nome di monte Auronco. Uno stesso omonimo in tre città di popoli l’uno all’altro confinanti, Volsci Aurunci e Campani, non è leggiera conferma della identità della lingua e della gente. In fatti Sessa, non meno che Vescia e Minturna, serbavano tutt’ora nell’età romana il puro sangue degli Osci, di cui sussisteva un altro ramo in Caleno. Fondi, nel cui palustre territorio si raccoglieva il generoso ottimo vino Cecubo, sovrastava al lago di questo nome dove sono isolette galleggianti; ma le città poste sulla spiaggia a mare, che ha poco più di trenta quattro miglia furono anche le più celebrate degli Aurunci: cioè Amucla, Gaeta e Formia. Non v’ha fola di romanzo che non spacciassero i Greci intorno a questi luoghi, si prossimi alla Campania, dove di gran tempo avean sede. Per le loro narrazioni erano cilth greche fondale dai Laconi o nel tempo eroico, o in quel di Licurgo: avean tolto il nome dalla balia d’Enea o di Creusa: in fine col solito corredo di etimologie sognate teneano altri titoli e origini superbe. Queste cose le dicevano i Greci; le credevano i grammatici; e le ripete in parte anche il savio Strabone; ma egli è troppo lagrimevole abuso di tempo il trattenersi in confutare siffatte finzioni di romanzieri, privi ugualmente e di vaghezza e di senno. Domati gli Aurunci vennero anch’essi, ultimi di tutti, compresi dai Romani nel Lazio legale e politico, che di lai modo s’estese dai contorni del Tevere insino al placido Liri; il qual sorgendo dall’alto Appennino scorreva pel paese dei Volsci nutrito d’altre acque nel suo corso; passava per mezzo a Minturna; e traversando il sacro bosco di Marica e la prossima palude gettavasi con larga foce in mare. La stessa Marica dea indigena e locale di Miniurna. Giove fanciullo, cognominato dal luogo sotto sua tutela Anxurus; Feronia similmente indigena, e al pari venerata dagli Etruschi, Latini, Sabini e Volsci, fan palese per questi luoghi la conformità di religioni nazionali e di miti; anzi la fratellanza dei popoli: il che vuol aversi per validissimo argomento non pure di attenenza scambievole, ma di somigliante istituzione.

Specifiche

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