Comprensorio archeologico Minturnae

Il Museo di Minturnae, inaugurato nel 1984, è allestito negli ambulacri del teatro romano, ove sono esposte statue, iscrizioni, decorazioni architettoniche, monete provenienti dalla città romana e dal territorio. Il teatro, costruito in età repubblicana con 12.000 sesterzi del collegium di Marte (una congregazione dedicata al culto di questa divinità, presente a Minturnae insieme ad altre congregazioni dedicate al culto di Venere, della Speranza, di Cerere, di Mercurio) e con un contributo degli abitanti del pagus Vescinus (una frazione del territorio di Minturnae sul Garigliano), forse danneggiato o distrutto negli incendi durante i drammatici episodi che segnarono la città durante le guerre civili che portarono alla fine della repubblica e determinarono l’avvento del principato, fu riedificato da Augusto nell’ambito della riorganizzazione urbanistica della colonia. Fu poi interamente ristrutturato in età adrianea, probabilmente per iniziativa di Matidia, cognata dell’imperatore, che possedeva proprietà in zona.

Il teatro rimase in uso fino al V sec. d.C., come testimonia una tabula bronzea rinvenuta presso le sostruzioni della cavea all’altezza della dodicesima arcata durante gli scavi del 1933, in cui il popolo di Minturnae ricorda la generosità di Flavio Teodoro, patrono dignissimo.

Utilizzato come struttura difensiva dall’esercito di Totila, durante il conflitto che vide schierati i Bizantini di Belisario e le truppe gote, come testimonia Procopio nel De bello Gothico, l’edificio venne occupato dai Saraceni fra il IX e il X secolo.

Nel dicembre del 1503 lo storico Guicciardini ricorda che “alle reliquie di un teatro antico” i francesi di Luigi XII costruirono una linea di difesa per contrastare l’esercito spagnolo di Ferdinando il Cattolico durante la battaglia del Garigliano.

Nel 1587 lo storico Arnold von Buchell racconta, nel suo diario di viaggio, di essersi fermato nell’antica città e di aver trovato ospitalità in una delle dimore addossate al teatro romano, mentre nel Seicento una guida per i pellegrini, realizzata in occasione del Giubileo, descrive le rovine di Minturnae: “inter quas theatrum cum scaenam, proscenio, pulpito, membrisque suis aliis, operis antiquis, sed ad modum solidi” (tra le quali il teatro con scena, proscenio, pulpito e le altre sue parti, strutture antiche ma particolarmente solide).

Pesantemente danneggiato nel 1943-44 per la vicinanza alla linea Gustav, il teatro fu progressivamente restaurato nella seconda metà del secolo, con l’obiettivo di restituirlo all’uso di edificio per spettacoli.

Fonte: Sovrintendenza Beni Archeologici del Lazio

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