Dove:
Minturno, Scuola Elementare Mons. S. Fedele, via A. Diaz
Dopo una domenica di pausa il nostro cineforum è ripartito ieri sera con East is east, che ha riscosso grande successo tra il pubblico in sala (a volte indignato, più spesso divertito) e una vivace discussione, sapientemente condotta da Francesco Treglia, dopo la proiezione. In particolare, e non solo da ieri sera, sembra emergere la questione "integrazione" come la più urgente, soprattutto relativamente a cosa intendere davvero per "integrazione", al confronto tra "integrazione" e "multiculturalità" e a come (ed eventualmente entro quali limiti) sia possibile realizzare una convivenza sociale e civile di tutti con tutti, tale da permettere a chiunque, all'interno di una società civile multietnica, di essere nel contempo soggetto civile, sociale ed 'etnico'.
Come vedete, il nostro cineforum si sta piano piano collocando nella sua giusta dimensione di opportunità di socializzazione di questioni relative alla vita collettiva o, meglio, di comunità, intorno al piacevole pretesto offerto dalla proiezione di un film. Il cineforum è maturato grazie al processo di crescita del nostro pubblico, ora non più diffidente al momento del forum e, anzi, sempre più desideroso di contribuire alla discussione e all'approfondimento.
Di fronte agli esiti incoraggianti della nostra proposta socio-culturale in oggetto, ritorno a invitare tutti voi a partecipare ai prossimi incontri, sia perché i temi trattati e le questioni sollevate dai nostri film (capaci di intrattenere, emozionare, interessare e divertire) sono di urgente attualità, sia soprattutto perché il nostro cineforum (così come le altre proposte socio-culturali della nostra associazione onlus degli Amici del Libro di Minturno) è una delle rare opportunità offerte nel nostro territorio di fare esperienza di vita di comunità, cosa di cui
oggiAggiungi un appuntamento per oggi abbiamo tanto bisogno per venire fuori da una crisi sociale e culturale che si può superare solo attraverso la condivisione, la solidarietà e l'integrazione.
Mi rendo conto che non saranno le nostre piccole attività a cambiare nell'immediato il mondo, ma ricordo che le grandi rivoluzioni si costruiscono partendo dalle piccole cose, dai piccoli gesti, dalla "base", soprattutto quando la "base" acquisisce consapevolezza di sé e del mondo sociale che la circonda.
Tutto ciò si può realizzare nell'incontro; se poi ci si incontra con la scusa di un bel film, allora tanto meglio.
Presenta il film e conduce il dibattito Margherita Agresti
Trama
Nel cuore di una valle che porta al Monviso, resiste, a Chersogno, una piccola comunità di cultura occitana che va progressivamente perdendo i suoi abitanti. Tanti emigrano e recano un po' di vita solo i villeggianti estivi. Almeno fin quando non arriva un francese (è in fuga dai Pirenei, dove stanno costruendo una centrale nucleare), che si propone di trasferirsi con la famiglia, di pascolare capre e produrre formaggi. Inizialmente è accolto con un misto di titubanza e cordialità; per i più aperti, vicesindaco in testa, potrebbe essere un'occasione di rinnovamento.
Critica
Tratto da una storia di Fredo Valla, Il vento fa il suo giro raccoglie in sé ed esalta i suoi temi e loro importanza: ambiente e natura, modernità e tradizione, intolleranza e condivisione, paura e amore. Senza prosopopee programmatiche, senza fare la morale, senza aggiustare le cose con la forza della «penna» contro il senso della realtà, riesce a dire, nello studio del «suo» particolare, qualcosa di veramente universale.
[…]Fotografato meravigliosamente da Roberto Cimatti, sostenuto dalla sceneggiatura sapiente e ben ritmata di Diritti e Fredo Valla, interpretato dall'amichevole partecipazione dei locali e da quella più consapevole di alcuni attori (Alessandra Agosti e Thierry Toscan), l'esordio di Diritti commuove e incanta.
Il vento fa il suo giro ha fatto diversi giri di vento, di festival e di mondo per potersi finalmente posare sullo schermo di qualche sparuta sala italiana. Ed è con la forza del suo dettato e della sua magia che questo «vento» si sta affermando, lentamente e tramite quel fondamentale esercizio di critica e democrazia che è il passaparola.